Il tecnico agli azzurri: «Dobbiamo tornare a fare quello che ci riusciva prima»
Nulla è perduto. Mazzarri nei panni del pompiere: si rivolge alla piazza, chiarisce e invita alla calma, malgrado la brusca frenata della squadra del cuore. Guai però a parlare di crisi. Per il “Toscanaccio” si tratta soltanto di un momento, di una flessione che non porterà conseguenze sulla strada dell’Europa, un obiettivo che non vuole riconoscere ufficialmente – ed i motivi li spiega – ma che poi sotto sotto in qualche modo ammette e conferma. D’altra parte il patron ha speso una sessantina di milioni di euro e De Laurentiis non vuole restare con le mani in mano: “Attenzione, per me è importante arrivare il più in alto possibile. Premetto però che non ho mai parlato di Europa: quando sono venuto eravamo quattordicesimi con una situazione ambientale incandescente. In queste condizioni come poteva chiedermi una cosa del genere il presidente? De Laurentiis mi disse che dovevo dare una scossa alla squadra che ora ha un’anima e un gioco. Aggiungo che nonostante il momento no siamo settimi e in corsa per l’Europa. Dobbiamo solo fare le cose che ci riuscivano prima”.La flessione degli azzurri il mister la spiega così: “Andiamo in campo senza avere la giusta paura degli avversari mentre il Bologna - ed anche le altre squadre – ci affrontano come se giocassero contro la Juve”, azzurri con presunzione e senza la consueta umiltà: “Stiamo giocando senza la cattiveria di una volta. Ci sentiamo bravi e teniamo la palla”.
Normale il calo, per Mazzarri: “Era da mettere in preventivo. Chi fa calcio sa bene che poteva arrivare. D’altronde nessuno può correre per tutto il campionato. Abbiamo recuperato alla grande ed ora ne paghiamo il prezzo, ma non parliamo di catastrofe”.Niente rivoluzioni, ma un’aggiustatina sì: “Turn-over? Funziona con le coppe e una rosa di 25 giocatori. Ci potrà essere qualche scelta tecnico-tattica, ma non di più. Questa settimana avrò tutti a disposizione e potrò valutare le condizioni di ogni giocatore”, significa che Lavezzi e gli altri “intoccabili” resteranno al loro posto: “Sacchi faceva giocare Baresi anche quando era zoppo…”. Ma come si farà per vincere ancora? “Con un gol in più degli avversari”, e con l’aiuto di… San Gennaro, giusto? “La mia era solo una battuta…”, naturalmente.
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