Dopo la grande rimonta d’autunno gli azzurri di Mazzarri non riescono più a vincere. Il calo della squadra ricorda la crisi della scorsa stagione, con Reja e poi con Donadoni
L’involuzione del Napoli c’è stata. A testimoniarlo sono i numeri quanto meno perentori, soprattutto quelli del girone di ritorno che lasciano poco spazio ai sé ed ai ma di una classifica che vede gli azzurri di Walter Mazzarri al tredicesimo posto con otto punti all’attivo. E allora lo spettro da scacciare è quello della passata stagione quando il Napoli guidato da Reja dopo girone di andata da Champions League ebbe un calo netto nel fisico e nei risultati. Di questi tempi gli azzurri avevano otteuto la miseria di tre punti, ovvero cinque punti in meno rispetto all’attuale torneo.Fatto sta che il girone di ritorno di questa stagione porta ancora uno zero nella casella delle vittorie. Ma il dato preoccupante è il seguente: nelle ultime sei partite gli azzurri (penultimi con 4 punti, 2 in più del Livorno) hanno perso 10 punti nei confronti della Roma, 9 rispetto alla Sampdoria ed al Palermo, 8 con il Milan, 7 con la Juventus. Dopo il giro di boa gli azzurri hanno collezionato due sconfitte a Udine ed a Bologna, hanno pareggiato cinque incontri (in casa con Palermo, Genoa, Inter e Roma e fuori casa con il Siena), ed hanno vinto una sola volta sul campo del Livorno il 24 gennaio scorso.
Numeri inesorabili di una squadra che non riesce più a vincere né a segnare con un Lavezzi da poco rientrato e non ancora al meglio della condizione; con un Quagliarella che ha “perso smalto e lucidità” come sottolineato dallo stesso Mazzarri; e per di più con un Hamsik lontano parente del goleador visto per lunghi tratti della stagione fin qui disputata.E allora le prossime tre gare contro Fiorentina e Juventus al San Paolo con in mezzo la trasferta di Milano sponda rossonera ci diranno questo Napoli dove può davvero arrivare. Se puntare decisamente all’Europa League o Champions che si voglia o recitare nei panni di comprimaria come nella scorsa stagione.