Il gruppo di Mazzarri si ricompone con il ritorno dei calciatori mondiali, quelli che per le amichevoli internazionali delle rispettive rappresentative e per gli impegni ufficiali delle loro nazionali, avevano lasciato il Napoli subito dopo la partita d’esordio in campionato con la Fiorentina. A parte Yebda, a Napoli da giorni, sono attesi Zuniga e Lavezzi da un momento all’altro. E’ il MondialNapoli, considerando anche Gargano, insieme con De Sanctis e Maggio che potrebbero ritrovare un posto nel Club Italia di Prandelli. Zuniga e Lavezzi, tra l’altro, avranno una transvolata oceanica sulle loro spalle e il fuso orario da recuperare. Mazzarri deve invece mettere a punto la macchina tecnico-tattica anti-Bari in appena due giorni, domani pomeriggio e sabato nella rifinitura ogni dettaglio.
Lo slovacco brilla in nazionale, cresce nel Napoli ma non ha ancora ritrovato il guizzo vincente
Sogna il gol, il primo gol della stagione europea del Napoli: al capocannoniere azzurro Marek Hamsik, che ha segnato più reti di tutti negli ultimi tre anni con la maglia della squadra del cuore, non era mai capitato di restare a bocca asciutta: nelle sue precedenti tre stagioni è sempre riuscito a spedire il pallone nelle porte dei team avversari. Stavolta è andata diversamente, sia nelle due sfide contro gli svedesi dell’Elfsborg per l’ammissione ai gironi dell’Europa League, sia nella prima di campionato giocata al “Franchi” contro Gilardino e compagni. Marek non ne ha fatto un problema, anche il Mondiale in Sudafrica non si è rivelato la passerella che lui di aspettava di calcare da protagonista. Eppure, si era preparato alla grande con la sua Slovacchia. In cuor suo sa che ha dovuto pagare un pedaggio salato al cambio di ruolo occupato nella sua nazionale, rispetto alla posizione che riveste nel Napoli, scoperta da Reja e riconfermata da Mazzarri. «E’ il miglior centrocampista europeo», hanno sempre sottolineato l’ex trainer azzurro ora alla Lazio e l’attuale timoniere del Napoli: nessun calciatore del settore centrale di qualsiasi squadra, attualmente in servizio, ha mai segnato tanto, va ricordato. Marek Hamsik è in realtà un indiscusso bomber che anche nella stagione in archivio si è riconfermato per la terza volta capocannoniere del team di Castelvolturno con dodici reti. «Gioco dove vuole Mazzarri, più avanti o anche a centrocampo», lo slovacco si è sempre allineato disciplinatamente alle disposizioni del trainer che non ha mai avuto alcun dubbio, su dove schierarlo e che ripete spesso: «Ragazzi, ma dove lo trovi uno come questo qui che ha un senso della posizione straordinario, sempre al posto giusto nel momento giusto». C’è da dire che qualche problemino lì davanti c’è stato, ma dopo l’addio di Quagliarella, la zona della trequarti si è sfollata e si creeranno di nuovo gli spazi nei quali lo slovacco con la testa da pellerossa Uroni si infilerà per andare a rete alla vecchia maniera, già contro il Bari. Tra l’altro dopo la vittoria di martedì sera della Slovacchia a Mosca contro la Russia per l’Europeo 2012, Marek è di ritorno con il morale alle stelle. Adesso vuole due cose, il primo gol della nuova stagione e porre la firma sotto al nuovo contratto, fino al 2015.
Ieri l’argentino Ernesto Jose Sosa protagonista nell’allenamento del pomeriggio. Mazzarri lo ha tenuto sotto pressione con lezioni tattiche da trequartista, come vice-Hamsik e vice-Lavezzi. Oggi il centrocampista offensivo sarà presentato in conferenza stampa, alle ore 13, a Castelvolturno. Il presidente De Laurentiis potrebbe partecipare, ma solo in videoconferenza. Ieri Lucarelli si è allenato regolarmente e sarà disponibile per la sfida con il Bari.
Giampiero Ventura è preoccupato; lo ha detto e ripetuto: «Il Napoli ha Cavani, più incisivo e con il vizio del gol». Come dire che gli azzurri di oggi, con l’uruguagio e senza Quagliarella, sono più pericolosi. Per questo, lontano da occhi indiscreti, Ventura prepara la trappola per fermare Cavani, l’uomo che il Bari teme di più e che i pugliesi vogliono bloccare domenica sera al San Paolo. Alchimie tecniche a parte, a Fuorigrotta tornerà la simpatica sagoma di quel Ventura, allenatore bravo ma durato troppo poco alla corte di De Laurentiis, passato alla storia per essere stato il primo tecnico del nuovo corso del Napoli, nell’estate del 2004. Dell’esonero non ne parla più da tempo, ma Ventura negli anni ha dimostrato di essere allenatore capace di eccellere, soprattutto in serie A. E i risultati con il Bari gli danno ragione. Ventura non ha nemmeno risposto alle ultime dichiarazioni del presidente azzurro, «Un signore, che forse è più bravo ad allenare in serie A», aveva detto il patron. Intanto, Ventura vuole confermare proprio al San Paolo che il Bari di questa stagione è lo stesso, anche più competitivo, di quello divertente e spaccone dello scorso campionato. E poi, che la vittoria con la Juve non è stata un caso. E ancora, che si può sfatare un tabù che vede il Bari non vincere a Napoli da 51 anni. Troppe cose insieme, difficili da ottenere, se il Napoli sarà quello del primo tempo con la Fiorentina, gabbia o non gabbia per Cavani.
«Se ci fosse stata Sky, ai miei tempi, avrei vinto dieci scudetti». Poche parole e una simpatica provocazione lanciate da Corrado Ferlaino (foto), ex presidente del Napoli per oltre un trentennio. Negli anni ’80 e inizio anni ’90 gli introiti dei club di serie A provenienti dai diritti televisivi erano ancora fantasia, rispetto a oggi che invece sono decisivi per i bilanci delle società. C’era però un certo Maradona in campo nel Napoli e di scudetti, l’ingegnere, ne riuscì a vincere due, interrompendo l’egemonia e lo strapotere economico delle squadre del Nord Italia. Proprio quel Maradona che adesso potrebbe tornare al San Paolo, per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno. L’idea è suggestiva anche per Ferlaino: «Sarebbe fantastico rivederlo a Fuorigrotta – dice il presidente a Radio Gol - spero davvero si possano superare i problemi con il fisco, in modo da festeggiarlo come lui desidera».
In città manifesti contro De Laurentiis e gli abbonamenti non decollano.
C’è malumore, la città tappezzata di locandine e manifesti, e gli abbonamenti che non stanno andando come dovrebbero (diecimila in toale e domenica si chiude). La gente è perplessa ed ha trasferito in un lungo elenco i motivi dei propri risentimenti, indirizzandoli al presidente Aurelio De Laurentiis, tirato in ballo da tifosi azzurri che hanno tralasciato di firmare in calce. Nella notte tra lunedì e martedì numerosi manifesti sono stati attaccati un po’ ovunque, letti con avidità da chi si è soffermato per rendersi conto del loro contenuto: non è stato un bel leggere e non è una cosa che fa piacere, soprattutto a inizio stagione, con tutto ancora in gioco. Campeggia una foto del patron con un titolo che al presidente non risulterà gradito e che in pratica preannuncia le proteste elencate nel lungo testo: «Aurelio il Napoli non è il tuo film», è la frase che avvia il coro: «È vergognoso far pagare ai soli tifosi del Napoli le amichevoli estive. È giusto, lei è un imprenditore – si rivolgono i tifosi al presidente – ma non siamo il suo cinepanettone di Natale».
Frasi forti, che lasciano intendere, evidentemente, un malumore che nasce da lontano e non solo dalle operazioni di mercato, probabilmente. Il documento prosegue con osservazioni e critiche all’operato del proprietario del club. Nei manifesti si legge di tutto. I toni sono secchi e duri, il produttore e presidente accusato di incoerenza e di essere autore di cadute di stile: sull’argomento napoletani in squadra, sull’Europa League su Lucarelli. In particolare, i supporters non hanno dimenticato un episodio del bomber toscano: «il vero unico motivo di rancore che abbiamo verso il calciatore è che in un’occasione nemmeno tanto lontana, sputò verso un settore dello stadio occupato dai partenopei», è scritto sui manifesti.
Una situazione preoccupante, da non minimizzare. Anche se con i risultati delle prossime partite il Napoli potrà subito dare una sterzata positiva, sia un campionato sia in Europa League. Speriamo accada così. Altrimenti, come finirà questa storia?
Presentato l’algerino Yebda, subito a caccia di un posto da titolare
«Orgoglioso di essere un giocatore del Napoli, qui per vincere subito». Sono le poche ma significative parole in italiano pronunciate da Hassan Yebda, l’ultimo degli acquisti del Napoli, nel giorno della conferenza stampa di presentazione a Castelvolturno. Il taglio dei capelli da moicano, per il nuovo guerriero del centrocampo azzurro, muscoli in bella mostra, ben distribuiti sui 188 centrimetri di altezza per colui che ha scelto la maglia azzurra numero 21, quella del suo idolo di sempre, Zinedine Zidane.
«È un simbolo - dice il nazionale algerino - l’esempio da imitare, il numero uno nel mio immaginario; porto quel numero da quando giocavo al Le Mans e lui era alla Juve. Viera, invece, è il giocatore che mi ha da sempre affascinato per le sue qualità che sono vicine al mio modo di giocare. Mi piace stare davanti alla difesa, ma la posizione in campo non è un problema, posso adattarmi a fare uno dei due mediani, non è un ruolo nuovo per me».
Yebda non vede l’ora di iniziare la nuova avventura con la maglia azzurra ed in una città unica al mondo: «Napoli è famosa anche ad Algeri – spiega – perchè vi ha giocato Maradona. Napoli è una piazza esigente ed io voglio vincere, altrimenti avrei scelto un’altra destinazione. Certo, l’Europa League non è paragonabile alla Champions League, ma giocarla con il Napoli ha tutto un altro fascino e dunque proveremo ad andare il più lontano possibile. Arrivo nel momento più importante della mia carriera e voglio a tutti i costi dimostrare il mio valore».
L’ex giocatore del Portsmouth si mette subito a disposizione di Mazzarri per la gara contro il Bari: «Se per domenica il mister si troverà in difficoltà per il centrocampo io sono pronto a dare la mia disponibilità per giocare subito».
Tra i primati di Mazzarri alla guida della squadra del cuore, un solo tabù è passato piuttosto inosservato e che il Toscanaccio ci tiene da morire a sfatare. Ha già cominciato a parlarne con gli azzurri, per la verità: il tabù riguarda il Napoli di notte i cui numeri non sono pari alle imprese che il team del tecnico livornese ha realizzato un po’ dappertutto dal momento del suo arrivo sul ponte di comando di Castelvolturno.
Ecco i dati, al San Paolo una sola vittoria in sette partite, quella contro la Juve, con 4 pareggi (Milan, Palermo, Genoa e Inter) e 2 sconfitte (Fiorentina e Parma). Quella contro i viola è stata la prima partita perduta in notturna dopo 42 gare, tutte positive. In trasferta di notte, su tre partite un’unica vittoria, il match di Torino contro i bianconeri, con due pareggi, quello con il Catania piuttosto bruttino e il mitico match di Cagliari, 3-3, con la straordinaria rete finale di Bogliacino. Numeri negativi, anche di più se si considerano le prestazioni by night dei suoi predecessori, Donadoni e Reja.
Da domenica fino al 30 settembre Napoli in campo 7 volte in 22 giorni
Tutti mobilitati in Casa Napoli: Mazzarri ha fatto squillare l’allarme, alla vigilia del tour de force. Gli azzurri arruolati al gran completo, quelli della Vecchia Guardia e i nuovi, sbarcati a Castelvolturno per dare una mano ai protagonisti della stagione in archivio, glorificata dalla conquista dell’Europa League. Il mister aveva già messo tutti sull’avviso: gli impegni si sono moltiplicati tra campionato e partecipazioni alla coppa europea, guadagnata attraverso i due incontri con l’Elfsborg. Cominciano i gironi, a tambur battente, e le partite si incrociano con i turni della serie A. Il Napoli è insomma sotto pressione e Mazzarri ricorrerà di sicuro al turnover: sarà necessario far girare e utilizzare un po’ tutti. Venti giorni di fuoco. Si comincia domenica sera con il Bari al San Paolo, mentre giovedì 16 settembre il Napoli apre con la prima giornata di Europa League, giocando a Fuorigrotta contro l’Utrecht. Appena tre giorni (domenica 19 settembre) e c’è la trasferta a Genova per la partita di Marassi contro la Samp. Mercoledì 22 al San Paolo il Napoli torna davanti al suo pubblico per incontrare il Chievo nella 4a giornata di serie A. Ci sarà appena il tempo di tirare il fiato e di far ruotare ancora una volta gli azzurri: le partite l’una dietro le altre daranno d’altronde modo a Mazzarri di schierare spesso Zuniga, Santacroce, Cribari, Hassan Yebda, Ernesto Sosa, Cristiano Lucarelli e il giovanissimo attaccante Dumitru. Siamo già a domenica 26 settembre, quando per la quinta giornata del massimo campionato la squadra del cuore giocherà in trasferta a Cesena. Quattro giorni dopo (giovedì 30 settembre), un’altra trasferta: il Napoli sarà di scena in Romania dove per la seconda giornata di Europa League affronterà lo Steaua di Bucarest. Folle bellissimo settembre.